CHAKRA

I Chakra sono dei vortici di energia situati in punti specifici del nostro corpo, posti in corrispondenza di importanti centri nervosi e ghiandole, attraverso i quali l’energia entra nel nostro corpo. I principali sono sette, posizionati in diverse parti del corpo: il primo situato tra l’organo genitale e l’ano, il secondo quattro dita sotto l’ombelico, il terzo quattro dita sopra l’ombelico, il quarto all’altezza del cuore, il quinto alla gola, il sesto tra gli occhi ed il settimo al centro della testa. Cinque di essi (il secondo, il terzo, il quarto, il quinto ed il sesto) hanno contemporaneamente direzione frontale e dorsale, mentre i rimantenti due (il primo ed il settimo) sono congiunti da un’unica linea eterica che parte dalla sommità del capo ed arriva alla zona genitale attraversando tutti gli altri chakra del corpo; lungo di essa avviene un interscambio continuo tra l’energia della terra assorbita dal primo chakra ad essa ancorato e l’energia universale che il settimo chakra attira a sé dal cielo. Generalmente i chakra della parte anteriore sono collegati all’emotività e quelli della parte posteriore alla volontà, quelli situati sulla testa sono collegati alla ragione e quelli alla base del corpo agli istinti.

Di seguito viene fornita una breve descrizione dei singoli punti.

Letra Loka Samastha Sukhino Bhavantu Shamno mitra, sham varuna, Shamno bhaved varyamam Shamna indro bhrahaspati, Shamno vishnu uru kramah Namo brahmane, namaste vayu Tvameva pratyaksham brahmasi Tvameva pratyaksham Brahma Vadisyami Ritam v...adisyami, satyam vadisyami Tan mamavatu, tad vaktaram avatu Avatu mam, avatu vaktaram Om shanti shanti shantih Loka Samasta Sukhino Bhavantu Loka Samasta Sukhino Bhavantu Loka Samasta Sukhino Bhavantu Om Shanti Shanti Shanti. MAPPA DEI CHAKRA
La funzione principale dei chakra è quella di assorbire l’Energia Universale, metabolizzarla, alimentare le

auree e rilasciare energia all’esterno. Quasi tutti “vedono” i chakra come degli imbuti che roteano e contemporaneamente    fanno scorrere l’Energia avanti ed indietro.

I sette chakra principali sono tutti doppi, hanno cioè una corrispondenza posteriore al loro aspetto anteriore, fatta però eccezione per i chakra PRIMO e SETTIMO, che invece sono singoli. Dal SECONDO al QUINTO chakra, l’aspetto anteriore si relaziona con i sentimenti e con le emozioni, mentre quello posteriore con la volontà. Per quanto riguarda il SESTO (anteriore e posteriore) ed il SETTIMO, la correlazione è con la mente e la ragione.

1°CHAKRA MULADHARA              

                                                                                                                                                                                                                       Muladhara Chakra, chimato anche il Centro della Radice, il Chakra della Base o il Centro del Coccige.

 Colore: rosso, rosso scuro  Posizione sul corpo fisico: zona del perineo (tra l'ano e i genitali)  Organi fisici correlati: gambe, colonna vertebrale all'altezza del sacro e del coccige, ano, intestino retto, reni, ghiandole surrenali.  Livello sensoriale : olfatto  Manifestazioni fisiche: , sindrome da affaticamento,    Colore: rosso, rosso scuro Posizione sul corpo fisico: zona del perineo (tra l’ano e i genitali)

Organi fisici correlati: gambe, colonna vertebrale all’altezza del sacro e del coccige, ano, intestino retto, reni, ghiandole surrenali.

Livello sensoriale coinvolto: olfatto Manifestazioni fisiche: stanchezza, sindrome da affaticamento, mancanza di forza fisica, debolezza alle gambe, stitichezza, scarsa energia sessuale, problemi intestinali, emorroidi, obesità.

Manifestazioni emotive: incapacità di imporsi, scoraggiamento, difficoltà nel prendere decisioni per il timore di non farcela, scarsa vitalità, scarsa voglia di vivere (nei casi più estremi).

Questo chakra è anche responsabile della difficoltà a rimanere con i piedi per terra.

Funzionamento eccessivo: porta alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza a livello personale.

Se attaccati, gli individui in questo stato tendono a reagire manifestando aggressività e violenza. Domina la paura di perdere sicurezza e benessere.

Il funzionamento insufficiente: porta all’eccessiva preoccupazione, anche in relazione a eventi banali. Stanchezza fisica ed emozionale, laddove ogni ostacolo viene percepito come insormontabile.

2° CHAKRA

2° chakra SwadhisthanaSvadhistana Chakra, chiamato anche Chakra Sacrale o il Centro della Croce.

Ha come simbolo geometrico la falce di luna racchiusa in un cerchio, emblema dell’elemento Acqua; i petali del loto sono sei.

La divinità preposta è Varunalala

sua energia vitale o Shakti è Sarasvati.

Le ghiandole endocrine associate a questo chakra sono le ghiandole surrenali, adibite alla produzione di steroidei e adrenalina.

È di colore arancio, è bipolare ed è orientato orizzontalmente.

È fondamentalmente associato alla creatività in tutte le sue forme e al raggiungimento dell’espressione di sè tramite la creazione.

È collegato al piacere fisico, alla gioia di vivere, al desiderio, all’aggressività naturale.

Come il chakra della Radice, Svadhisthana è legato al mondo materiale. Un suo cattivo funzionamento è causa di mancanza di voglia di fare e continuo bisogno di ricorrere ad eccitanti e stimolanti.

2° ChakraSwadhisthana Chakra è il centro situato, sul piano sottile, nel canale sushumna, nella zona della radice degli organi genitali. La sua localizzazione fisica è il plesso ipogastrico, che governa gli organi sessuali, la funzione di procreazione e i vissuti erotici, amorosi. Dal centro di questo chakra partono 6 nadi (o “petali”). La forma simbolica ad esso associata è la mezzaluna, il suo colore è il bianco-argento

Caratteristiche del 2°Chakra
Fiore di Loto: 6 petali
Mantra: SWAM
Nota Musicale : RE 
Elemento: ACQUA 
Colore: Arancione 
Segno Zodiacale: Scorpione, Cancro
Pianeti: Luna 
Cristalli che possono riequilibrarlo : Corniola, Pietra di Luna 
Oli essenziali: ylang-ylang, Gelsomino, Neroli, Rosa, Geranio Arancio, Sandalo
Fiori di Bach : Agrimony, Cherry Plum, Hornbeam, Larch, Mimulus, Mustard, Rock Rose,
Verbo: IO VOGLIO
Centro energetico: governa la creatività, l’erotismo e l’entusiasmo
Dove si trova: all’altezza dell’ombelico e delle vertebre sacrali
Corrispondenze corporee: gonadi, testicoli, ovaie, organi riproduttivi, nervo sciatico, ghiandole linfatiche, bacino, intestino
Ghiandola: Genitali, ovaie, testicoli, pituitaria
Funzione sensoriale: gusto
Colore: Arancio e rosso
Mantra: VAM
Elemento: Acqua
Simbolo: Falce di Luna
Oli Essenziali:Ambra, Sandalo, Rosmarino, Geranio
Nota musicale: RE
Musica: scorrere dell’acqua
Vocale: O chiusa
Corrispondenza nella Natura: luce lunare, acqua corrente
Pianeta: Venere
Animali simbolici: Pesci, esseri marini, coccodrillo

ASPETTI INTERIORI ARMONICI:consapevolezza del proprio corpo, vitalità, creatività, energia guaritrice, facoltà riproduttiva, passionalità, gioia di vivere, energia femminile.
ASPETTI INTERIORI DISARMONICI:dipendenza dal piacere, istintività, aggressività, ossessività, furia distruttrice, sensi di colpa, gelosia.
DISTURBI FISICI: disturbi mestruali, malattie della prostata, impotenza, frigidità, disturbi ai reni o alla vescica, infezioni alle vie urinarie, malattie del sangue e della linfa.
DISTURBI PSICHICI: debolezza, crisi creative, svogliatezza sessuale, depressione, dipendenza.
IL CHAKRA NON E’ ARMONICO:mancanza di autostima, incapacità di provare emozioni o di manifestarle, frigidità, impotenza, difficoltà nei rapporo l’altro sesso.

                               3° CHAKRA

Manipura

Manipura Chakra, chiamato anche il Chakra del Plesso Solare o il Chakra dell’ Ombelico. Vengono anche usati termini Chakra della Milza, dello Stomaco e del Fegato


Il terzo chakra in lingua sanscrita viene chiamato manipura, che significa citta’ dei gioielli. Esso e’ localizzato a livello del plesso solare ed e’ associato a fegato, pancreas, stomaco, milza, parte alta dell’intestino e a tutte le funzioni metaboliche e vegetative.

Dal punto di vista psico-energetico la sua funzione piu’ importante e’ relativa all’affermazione personale ed all’esercizio del potere individuale rispetto al sociale ed all’ambiente in generale (indica la realizzazione della persona, quanto la persona vede realizzabile il suo desiderio di vita, quanto una persona vuole e desidera combattere per se stesso, quanto una persona s’ama).

Le patologie principali espresse dal terzo chakra riguardano tutte le malattie metaboliche, quali il diabete, le iperlipidemie, le insufficienze epatiche, la cirrosi, le ulcere gastriche e duodenali, i tassi glicemici eccetera, nonche’ tutte le patologie riguardanti ai processi di nutrizione, digestione ed assimilazione.

Dal punto di vista psico-energetico e’ a livello di questo chakra che si generano le forze emotive dirette verso l’ambiente esterno: i sentimenti d’amicizia, rancore, simpatia, antipatia, eccetera. Esso e’ il fondamento della personalita’ sociale.

Il funzionamento disarmonico di questo chakra generera’ il desiderio sfrenato di potere, di manipolazione, per poter stravolgere la realta’ sempre e in ogni modo a proprio favore; tendenzialmente si potra’ notare un atteggiamento iperattivo, il quale viene messo in atto per nascondere il senso d’inadeguatezza e vuoto che e’ causato dall’impotenza a gestire le situazioni di potere assoluto che si pretenderebbe d’esercitare. La serenita’ interiore sara’ fortemente compromessa e, ovviamente, sara’ principale la soddisfazione del benessere materiale, sia pure a discapito di qualunque sentimento piacevole, giungendo addirittura a ritenerli indesiderabili e fastidiosi.

Il soggetto che soffre d’uno scompenso del terzo chakra e’ portato a perdere il controllo delle proprie emozioni e a sviluppare un’atteggiamento fortemente aggressivo, necessario per non permettere agli altri di mettere a nudo la propria pochezza interiore, fatto questo che smaschererebbe i giochi di potere di cui questo soggetto vive, creando una situazione di paralisi energetica che s’esprimerebbe come impotenza disperata e disperante; un esempio di questo soggetto sconfitto, puo’ essere data dall’immagine di quelle persone in genere di mezza eta’, ma sempre piu’ spesso anghe giovani, che trascorrono il proprio tempo in attivita’ annichilenti e distruttivi, quali il bere, fare uso di droghe piu’ o meno riconosciute come tali e che in genere hanno in famiglia un atteggiamento fortemente aggressivo e prevaricatore. A questi infatti fa seguito una situazione fortemente depressiva. In questo caso il sogetto avra’ come obiettivo principale l’essere accettato e benvoluto dagli altri e per raggingere questo scopo neghera’ a se stesso per conformarsi al modo di pensare delle persone cui desidera piacere, soffocando e negando completamente i propri desideri ed emozioni; cio’ nonostante, anzi, proprio a causa di questo atteggiamento frustante, aumenteranno le prepotenze e le angherie verso i membri della propria famiglia.

4° CHAKRA

 Al Chakra Anahata sono legate tutte le questioni relative all’amore, all’empatia e alla compassione; questo centro energetico è collocato al centro del sistema dei Chakra e funge da punto di incontro e “comunicazione” tra i Chakra inferiori e i Chakra superiori: dall’unione armoniosa delle energie “primeve” tipiche dei primi e le energie più elevate tipiche dei secondi nasce l’amore puro, incondizionato, contro il quale nulla possono le emozioni negative.

Anahata Chakra è il centro situato nella zona del cuore, sempre all’interno del canale sushumna. La sua corrispondenza fisica è il plesso cardiaco: esso governa il cuore. 12 nadi (o raggi energetici), simboleggiati sotto forma di petali di loto, partono da questo chakra, la cui forma simbolica è la stella a sei punte, di colore blu. Il mantra fondamentale corrispondente (bija) è YAM, il suo animale simbolico è la gazzella, e le divinità con cui si può entrare in contatto tramite esso sono Isha e una sua Shakti, Kakini.

Situato all’altezza dello sterno, il “Quarto Chakra” o “Chakra del Cuore” è considerato il punto focale dell’amore e del senso di compassione: in quasi ogni cultura e in ogni tempo, infatti, il sentimento dell’amore è stato individuato e collocato nel cuore, l’organo principale associato a questo centro.

Superando il concetto di amore come “semplice” sentimento tra due persone, arriviamo a concludere che l’Anahata è il punto in cui la coscienza dell’uomo, intesa nel suo senso più ampio, esce da una prospettiva individuale per abbracciare “gli altri”: il punto di vista di chi riesce a stimolare in sé questo Chakra non è quindi più quello personale e, tutto sommato, egoistico, ma giunge ad abbracciare il prossimo in una compassione che lo collega, simbolicamente ed effettivamente, con il resto della razza umana e del mondo.

Il sentimento che caratterizza l’Anahata Chakra è quello di non essere più soli, la consapevolezza di essere parte di un tutto armonico, nell’ambito del quale siamo uniti con ogni altro essere presente nell’universo: gli stessi limiti individuali vengono spazzati via da una nuova forma di coscienza collettiva, che ci aiuta a “vedere oltre”.

Collocato tra i tre Chakra inferiori e i tre superiori, il Quarto Chakra simboleggia inoltre il perfetto equilibrio, la possibilità di scegliere tra il dirigersi verso l’alto o verso il basso, il “giusto mezzo” che in ogni cultura spirituale ha sempre rappresentato la condizione più desiderabile e difficile da conseguire. 

 Attivare il Quarto Chakra significa dirigersi consapevolmente verso lo sviluppo dello Spirito, verso quelle forme di coscienza superiori che sono caratterizzate dall’abbandono delle semplici priorità di egoismo e sopravvivenza personale esemplificate dai Chakra Múládhara, Svadisthána e Manipúra.

Sono quindi associati a questo Chakra l’amore, la compassione, l’altruismo, la capacità di aprirsi al prossimo e di comprenderlo (esemplificate linguisticamente da vocaboli quali “simpatia” o “empatia”).

Fisicamente gli corrispondono il cuore e i polmoni con le loro importantissime funzioni vitali, la ghiandola chiamata timo e il plesso cardiaco.

Anahata Chakra è il centro situato nella zona del cuore, sempre all’interno del canale sushumna. La sua corrispondenza fisica è il plesso cardiaco: esso governa il cuore. 12 nadi (o raggi energetici), simboleggiati sotto forma di petali di loto, partono da questo chakra, la cui forma simbolica è la stella a sei punte, di colore blu. Il mantra fondamentale corrispondente (bija) è YAM, il suo animale simbolico è la gazzella, e le divinità con cui si può entrare in contatto tramite esso sono Isha e una sua Shakti, Kakini.

5° CHAKRA

Nome sanscrito
“Vishudda, vuol dire purificazione. Questo importante centro energetico chiamato comunemente il chakra della gola comprende la zona della nuca, del collo e le spalle. Fa accedere la Kundalini, che nei primi chakra è circoscritta dai limiti sensoriali, ai centri superiori attraverso il controllo dell’energia sottile del suono il piano mentale si manifesta e diventa mezzo di comunicazione nella dimensione materiale. Le parole chiave del quinto chakra sono: comunicazione, ascolto, verità, preghiera, musica, espressività, creatività, leadership, politica.”

Quinto Chakra: É il centro della capacità umana di esprimersi, comunicare ed ispirarsi, la creatività intesa in senso sottile, il rapporto con i nostri sentimenti. É lo scambio, dare per ricevere. Nel Chakra della gola, la creatività del Chakra sacrale si unisce alle energie degli altri Chakra.

Quinto Chakra: É il centro della capacità umana di esprimersi, comunicare ed ispirarsi, la creatività intesa in senso sottile, il rapporto con i nostri sentimenti. É lo scambio, dare per ricevere. Nel Chakra della gola, la creatività del Chakra sacrale si unisce alle energie degli altri Chakra.

Possiamo esprimere soltanto ciò che abbiamo in noi stessi, e una delle finalità del quinto Chakra è proprio quella di consentirci un certo spazio interiore, che ci permetta di riflettere sui nostri pensieri e comportamenti. Quando sviluppiamo il Chakra della gola, i nostri pensieri non saranno più dominati dalle emozioni o dalle sensazioni fisiche, il che rende quindi possibile una conoscenza oggettiva.

Le parti connesse al quinto Chakra sono: la tiroide, collo, gola, mascella, orecchie, paratiroidi, trachea, bronchi, esofago, braccia e lo sviluppo dello scheletro. Le patologie fisiche ad esso correlate fanno riferimento alle malattie organiche o funzionali relative agli organi che governa. Il timbro ed il tono della voce sono manifestazioni delle energie del quinto Chakra: tanto più la voce è armonica, piena e rotonda, tanto più questo centro sarà in equilibrio.

Le patologie di tipo psichico che fanno riferimento a vishudda sono tutte riferite alla capacità di comunicare, non solo verso l’esterno, ma anche verso la propria interiorità; è tramite questo Chakra che si realizza la comunicazione tra mente e corpo; perciò le cosiddette malattie psicosomatiche possono anche essere riferite in varia misura alla disfunzione di questo Chakra
Colore:Blu

Senso: Udito

Suono: Il mantra è Ham. La nota musicale è SOL

Segni dello zodiaco: Gemelli, Toro, Acquario.

Metallo: Platino

Pietre: Lapislazzuli, acquamarina, turchese, zaffiro

Aromi: Eucalipto, salvia, patchouli, muschio bianco

Animali simbolo: Elefante.

6° CHAKRA

Sesto Chakra, situato approssimativamente tra le sopracciglia, Ajna è il famoso Terzo occhio caro all’iconografia hinduista. È connesso con la ghiandola pituitaria, o ipofisi, come all’ipotalamo. E’ per lui dunque che otteniamo il Dono della veggenza.
Questo Chakra ha un rapporto diretto con le zone di visualizzazione psichica situata, dietro gli orecchi.

Si potrebbe dire che è la punta di un triangolo di cui la base sarebbe una linea che unisce queste due zone di visualizzazione. Subendo la loro influenza, ci esercitiamo con l’energia di kundalini che sale dal primo Chakra, e ci porta alla virtù della moderazione.  

SIGNIFICATO:

il suo nome in sanscrito è Aijna, che significa Conoscere, Percepire ed anche Comandare.È topograficamente localizzato al centro della fronte, circa due dita al di sopra della radice del naso;
Questo chakra è collegato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale, al cervelletto ed al S.N.C.
Le patologie riferibili a questo chakra riguardano i disturbi visivi ed i disturbi del S.N.C. e del S.N.A.
Questo centro energetico è importante più che per la sua correlazione con disturbi di tipo fisico, soprattutto per il suo alto significato psichico.
Ad esso è correlata la capacità di equilibrio psicospirituale, la corretta percezione di se in relazione a se stessi ed in relazione all’esistente, ad un livello energetico che possiamo definire intuitivo, sensitivo, quindi oltre la mente; probabilmente è a disfunzioni di questi chakra che si possono far risalire patologie psichiatriche gravi, come ad esempio la schizofrenia.
Occorre tenere presente che il sesto chakra viene anche chiamato “terzo occhio”, cioè è quell’occhio non fisico che è in grado di percepire in modo anche oltre il mentale, la realtà più profonda dell’esistenza, sconfinando dal copo-mente nella dimensione dello spirito.
Inoltre, poiché esso e associato alla regolazione di tutti i cicli dei vari piani della persona (fisici, mentali, emozionali, spirituali) occorre fare la seguente considerazione: ogni ciclo è una oscillazione di tipo bipolare, per cui metaforicamente, ma poi neppure tanto, è caratteristica intrinseca del sesto chakra il passaggio dalla luce al buio, anche in senso metafisico; da questo si evidenzia come il “buio dell’anima”, spesso catalogato come depressione o peggio, possa essere riferito alla sua disfunzione.

7° CHAKRA

Il settimo chakra Sahasrara (mille petali) 
Associato all’epifisi, alla corteccia cerebrale regola molte funzioni corporee e extracorporee. Centro psichico del sapere superiore, riceve le energie spirituali indispensabili per attivare lo scopo personale. E’ il centro della divinità umana.
Collocazione:  la corona (fontanella)
Colore: bianco
Elementi raffigurativi: entità spirituali: angeli, potenze supreme
Fonte di: consapevolezza divina
Sede di: appartenenza dell’individuo al tutto
Parola chiave: divinità
Tipo di energia: keterica, forma materializzata di energia spirituale che scaturisce dall’universo
Problemi: malattie e disturbi sistema immunitario, neoplasie, problemi ossei, disturbi collegati all’epifisi, schizofrenia, depressioni, cefalee, dissociazione psichica, squilibri di qualsiasi genere.

tratto da Guarire con i Chakras di Cyndi Dale ed. Armenia

È localizzato al di sopra della fine di sushumna; qualche maestro specifica nel mezzo del cervello, qualche altro dice subito sotto il brahmarandhra, mentre altri lo collocano subito sopra di questo.
Sahasrara appare come un loto di colore bianco dai luminosi filamenti, con «mille petali» in cui sono inscritte tutte e cinquanta le lettere dell’alfabeto sanscrito ripetute 20 volte. All’interno risplende tra freddi raggi argentei la luna piena e al suo interno è inscritto il triangolo che alberga il grande vuoto, origine e dissoluzione di ogni cosa.
Qui risiede Paramashiva, simbolo dell’identificazione fra l’anima individuale e l’Anima universale, fra l’uomo e Dio, realizzazione della suprema beatitudine che consegue alla distruzione dell’ignoranza e della falsa visione operata da Paramashiva stesso quale sommo guru che istruisce lo yogin devoto. Il guru terreno che ha condotto il discepolo alla soglia della liberazione si identifica qui con Paramashiva stesso assiso sull’hamsa, l’ocacigno.
L’ hamsa ripropone il tema dell’unificazione e del superamento delle polarità per realizzare l’Unità ineffabile: il Mistero ultimo si divide in due, maschile e femminile, spirito e natura, «ham» e «sa», «io» e «questo». Il simbolismo della riunificazione è ulteriormente sottolineato in sahasrara dalla presenza dei mandala della luna e del sole. Nell’hamsa sono contenute tutte le forme che il Divino assume e ogni devoto troverà quella cara al suo cuore: per gli shivaiti è Shiva, per i vishnuiti è Vishnu, per i devoti della Dea è la Shakti, per altri è Vishnu-Shiva…
La Shakti si manifesta in sahasrara nel triangolo inscritto nel mandala della luna come Amakala, il sedicesimo asterismo lunare: dea lucente e sfolgorante, di colore solare, stilla verso il basso un continuo rivolo di ambrosia. All’interno di Amakala, immaginata come falce lunare e quindi concava, risiede Nirvanakala, anch’essa in forma di mezzaluna, rosseggiante come il sole, cuore di tutti gli esseri e dispensatrice di divina conoscenza. Dentro di questa, nel mistico punto che simboleggia il vuoto da cui tutto origina e a cui tutto ritorna, si trova la Nirvana Shakti, abbacinante come dieci milioni di soli, colei prima della quale non esisteva nulla: è qui che Shiva si unisce con Kundalini ed è da questa unione che scaturisce il nettare dell’ambrosia poi stillante verso il basso.
Lo yogin deve dunque fare ascendere Kundalini dal muladhara fino al sahasrara, facendole attraversare tutti i chakra fino a condurla dal suo signore, Paramashiva, affinché si unisca con lui e possa delibare l’ambrosia generata dalla loro unione. Quindi la dea in forma serpentina deve essere fatta ridiscendere in muladhara e, se nell’ascesa ella aveva riassorbito gli elementi di un chakra in quello successivo fino a dissolvere tutta la manifestazione nel vuoto contenuto nel triangolo di sahasrara, ora, ridiscendendo, emana nuovamente i chakra e tutto ciò che essi costituiscono e investono, infondendo loro nuova vita, ma soprattutto permeandoli di coscienza.
Attraverso i chakra lo yogin ha esplorato se stesso e il mondo: è entrato nei meccanismi del corpo per riappropriarsene in maniera piena e totalmente volontaria, è sceso oltre la soglia del conscio nelle tenebre dell’ Uroboros primitivo, l’inconscio collettivo, per recuperare la sua coscienza individuale. Ma non si è fermato a questo; ha osato andare oltre, sacrificando il suo io psico-fisico per trascendere se stesso.
Così ha attinto l’infinita Coscienza che sta oltre l’umano ed ha aperto il suo terzo occhio affacciandosi su un’altra dimensione.
Di questo incredibile viaggio al di là del finito resta una cronaca esoterica, raccontata dai simboli, poiché soltanto essi, che provocano risonanze, sono dinamici e trasformano, possono esprimere ciò che non può essere comunicato altrimenti.

Hari Om

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