Siddharta – Herman Hesse –

“Odi?” chiese lo sguardo silenzioso di Vasudeva.
Siddharta annuì.
“Ascolta meglio!” sussurrò Vasudeva.
Siddharta si sforzò d’ascoltar meglio…..

Siddharta ascoltava.
Era ora tutt’orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire; sentiva che ora aveva appreso tutta l’arte
dell’ascoltare.

Spesso aveva già ascoltato tutto ciò, queste mille voci ne fiume; ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo. Ecco che più non riusciva a distinguere le molte voci, le allegre da quelle in pianto, le infantili da quelle virili, tutte si mescolavano insieme, lamenti di desiderio e riso del saggio, grida di collera e gemiti di morenti, tutto era una cosa sola, tutto era mescolato e intrecciato,
in mille modi contesto.

E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta
la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo.

Tutto insieme era il fiume del divenire,era la musica della vita.
E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle
mille voci, se non porgeva ascolto né al dolore né al riso, se non legava la propria anima a una di quelle voci e se non s’impersonava in essa col proprio Io, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l’Unità, e allora il grande canto delle mille voci consisteva di un’unica parola, e questa parola era
Om: la perfezione.

tratto da “Siddharta” di Herman Hesse

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